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FLOS - ARCO di Achille e Piergiacomo Castiglioni

Arco è una lampada progettata dai designer italiani Pier Giacomo  Castiglioni e Achille Castiglioni nel 1962 per l'azienda italiana, d'arredamento ed illuminazione, Flos. Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi e venduti e di un oggetto icona del design italiano; fa parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano[1] e del MoMA di New York.[2] Si tratta inoltre del primo oggetto di disegno industriale a cui viene riconosciuto la tutela del diritto d'autore al pari di un'opera d'arte.
Il concetto principale di questa lampada è la sua versatilità e praticità, nasce infatti dall'idea di avere un punto luce effettivamente "sospeso" sopra il luogo di interesse che può essere un tavolo o una scrivania o un libro, senza dover essere vincolati ad un sistema di illuminazione a sospensione, e quindi senza dover essere condizionati da un punto fisso. La lampada Arco infatti, grazie alla sua struttura che permette di sfruttare lo spazio sotto di sé, arriva direttamente con il punto luce sul luogo
desiderato, proprio come fosse un lampadario, ma a differenza di quest'ultimo può essere trasportata; è dotata infatti di un foro passante a sezione circolare ricavato nella base in marmo, che permette, infilandoci semplicemente un bastone, come per esempio il manico di una scopa, di spostare facilmente la lampada da un'altra parte; era quindi pensata più per gli esercizi commerciali, come i ristoranti, anziché come elemento d'arredo domestico o d'ufficio. 

Il caso Flos-Semeraro
La lampada Arco nel 2007 riceve, dal Tribunale di Milano, una tutela sul diritto d'autore identica a quella valente per le opere d'arte; si tratta di un avvenimento storico per il disegno industriale, poiché privo di precedenti, che ha portato alla modifica delle norme allora vigenti dello stato italiano. Il riconoscimento nasce dall' azione legale (causa C-168/09) Flos-Semeraro che vedeva coinvolte l'accusante Flos e la parte accusata Semeraro che importava un modello identico della lampada italiana prodotto però in Cina e nominata "Fluida". La Flos ottiene quindi il sequestro della lampada Fluida e un'inibitoria di ogni ulteriore importazione o commercializzazione di tale lampada da parte della Semeraro. Bisogna sottolineare però che all'epoca dei fatti la lampada Arco era caduta in pubblico dominio, poiché non più protetta dalla legislazione nazionale, che nel frattempo era scaduta. La Semeraro, quindi, copiando liberamente il progetto della lampada, secondo l' art. 2, n. 10 della legge sui diritti d'autore, non sarebbe andata incontro a nessuna legge. A tal proposito però la legge è stata modificata attribuendo ai prodotti di disegno industriale la medesima tutela valida per le opere d'arte. In merito a questa vicenda, nel 2011 è intervenuta anche la Corte di giustizia dell'Unione europea definendo però incompatibili con il diritto comunitario le modifiche eseguite alle norme italiane sul diritto d'autore per le opere di design industriale
"Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri, Così nacque l’idea dell’Arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo. Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità.” Achille Castiglioni (intervista a Ottagono, 1970)









Fonti: www.wikipedia.it- www.flos.it

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